Pur di fare un dispetto a Salvini i media italiani, democratici e antifascisti, fanno di tutto. La Gruber di “Otto e mezzo” ha invitato la sera di sabato, 23 novembre, una certa ragazzuola, il cui nome non ricordo più bene – Sparacino? – presunta leaderina del movimento delle sardine. Appariva civettuola e sapientina, di che cosa non si sa, dato che non riusciva a fare nessun riferimento che fosse riconducibile ad un concetto politico. I tanti pearcing che portava alle orecchie erano surrogati del nulla. La Gruber se la coccolava come preziosità assoluta e la difendeva dal giornalista Borgonovo de “La Verità”, il quale invece faceva ragionamenti concreti e chiedeva risposte manco se si fosse trovato di fronte ad una come la Thatcher.
Capisco la Gruber; e capisco anche Fabio Fazio che alla puntata di domenica, 24 novembre, a “Che tempo che
fa”, ha invitato l’eroina tedesca Carola Rackete, quella che violò il
blocco navale italiano pur di far passare la nave dei migranti e farli
sbarcare.
C’è in corso in Italia una sorta di campagna anti-odio.
Cosa buona è! Ma se vado sul dizionario della lingua italiana del De Mauro,
alla voce “odioso” trovo scritto: “che suscita sentimenti di odio e di
ostilità”. Dunque ci sono gesti che provocano odio. Come si può, allora, essere
contrari all’odio quando lo si produce? Non si chiede Fazio se quell’invitare
una persona come la Carola possa suscitare in una buona parte degli italiani
sentimenti di odio e di ostilità? Non se lo chiede, anzi lo fa apposta, perché il suo obiettivo è di provocare a chi non la
pensa come lui un colpo di sdegno, di ira e di…odio, per poi denunciarlo.
Ah, dimenticavo, c’è l’audience, ma in casi simili la riterrei secondaria.
Esigenze giornalistiche a parte, che pure hanno la loro
importanza, nei due casi, ma si può estendere ad altri, si coglie una
deliberata volontà da parte dei conduttori impegnati e militanti di
strumentalizzare propagandisticamente persone e fatti contro Salvini. Il
mostro, che i più attenti e subdoli suggeriscono di non chiamare fascista ma
pericoloso demagogo. Forse perché hanno capito che scomodare il fascismo potrebbe essere controproducente, dato
l’immarcescibile fascino che il “male assoluto” esercita ancora sulle folle.
Ci si mettono anche i preti. Il cardinale Zuppi di Bologna ha pubblicato un libro intitolato “Odierai
il prossimo tuo”, ovvio non un suggerimento ma un allarme antifrastico,
come a dire “non lo devi odiare”. Ma i preti, in fondo, fanno il loro mestiere;
solo che farebbero bene, ogni tanto, a chiedersi: e se accogliessimo tutti
quelli che vengono da noi, che accadrebbe? Forse se lo chiedono pure, ma
confidano nei cattivi alla Salvini, i quali troverebbero sempre il modo di
impedirlo. Perché c’è anche questo nell’eterna lotta tra chi predica il bene a
prescindere, come i preti, e chi è costretto dalle necessità della vita a
compiere azioni rubricabili come “male”: questi ultimi con le loro azioni
consentono ai primi di farsi belli e continuare a predicare bene.
Qualche prete, però, la fa di fuori. Don Massimo Biancalani,
parroco nella chiesa di Vicofaro a Pistoia, appena dopo messa ha invitato i
fedeli a cantare Bella ciao,
iniziando lui ad intonarla. Immagino che lo abbia fatto pure lui per combattere
l’odio. Strano modo di predicare l’amore mentre di fatto si produce odio. Ci
sarà pure una differenza tra Bella ciao
e Tu scendi dalle stelle, o no? Ci
sarà pure una qualche differenza tra la casa di tutti, quale la chiesa è, è una
sezione di partito, cioè di una parte di gente, o no?
Ora, sembra che in
pochi giorni il movimento cosiddetto delle sardine, il sardinismo, possa essere
la soluzione, l’antidoto al mostro. Ne abbiamo viste tante, ma tante, da
non venirci più neppure di scrollare le spalle. I girotondi di qualche anno fa
dovevano far riaccendere la spenta sinistra e recuperare il primato perduto. Poi
venne il Popolo viola con altrettante intenzioni rigeneratrici. Non successe
niente, perché la politica non la fanno quattro istruiti brontoloni andando a
passeggio e giocando ai girotondi. Dopo sono arrivati i grillini, che
sembravano assai più pericolosi, figli dei vaffanculo di un comico rancoroso
per essere stato snobbato dal suo partito, quel Pd, col quale oggi vorrebbe
fondersi. Già, proprio così. I grillini
nati per annientare il sistema, di cui il Pd è perno, ora si stanno prodigando
per salvare, proprio loro, quel sistema.
Queste sardine – ma non mancano neppure le scorfane – si
sospetta vengano dalla pesca di qualcuno – di Prodi? – ma non riesco ad immaginarmi un Prodi pescatore
di sardine. Sta di fatto che il proliferarsi delle manifestazioni
sardinesche dall’un capo all’altro del Paese fa pensare che già qualcuno stia
cercando di approfittarne e siccome il movimento è dichiaratamente anti
Salvini, questo qualcuno è il Pd. Non sarà Prodi, non sarà Bersani, non sarà
Cuperlo; ma qualcuno ci sarà dietro, davanti o a lato. Solo che, per quante
giravolte facciano, difficilmente potranno far cambiare orientamento ad un
Paese che ha grosse emergenze e grossi problemi da affrontare e risolvere. Lo
vedono tutti che da una parte c’è il carnevalismo giocoso dei nullapensanti –
di politico, s’intende! – e dall’altra la gente che lavora e produce e che su
famiglia, nazione e società ha le idee molto chiare.
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