sabato 17 gennaio 2026

Trump: si salvi chi può!

Non sembri uno scherzo della storia la ricomparsa sulla faccia della terra di un uomo che non solo dice ciò che il bon ton vieta di dire, ma fa ciò che la legge internazionale vieta di fare. L’uomo che apparve sulla terra nella prima metà del Novecento era Adolph Hitler, che voleva costruire il Reich millenario. L’uomo ricomparso sulla terra nella prima metà del 2000 è Donald Trump, che vuole fare dell’America il dominus mondiale. Il primo “pazzo” in Germania. Il secondo “pazzo” negli Stati Uniti d’America. Stupefacente. E poi dicono che la storia non si ripete! Si ripete si ripete, lo fa da diecimila anni; a modo suo, certo. Trump è ancora più pericoloso e pittoresco. Ha esordito col culo, sdoganando l’anatomia cialtrona. Ha detto: tutti accorrono a leccarmelo, a proposito dei dazi. Ha continuato con l’insultare gli Europei, a suo dire, parassiti e imbroglioni, vissuti alle spalle dell’America per colpa di un presidente debosciato come Biden e certi suoi predecessori. Poi è passato a minacciare apertamente paesi come Canada, da annettere; Panama, per il Canale; Danimarca, per la Groenlandia, paese questo membro della Nato e dunque suo ufficiale alleato. Dice: tutta questa roba serve per la sicurezza degli Stati Uniti; e dunque me la prendo. Ma non solo parole. Bombe sull’Iran, per aiutare Israele nella Blitzkrieg del giugno scorso, tra Israele e Iran; bombe sulla Siria; blocco navale antivenezuelano per colpire il narcotraffico; intervento militare in Nigeria per punire le aggressioni alle chiese cristiane; minacce all’Iran di intervenire se il governo degli Hayatollah non la smette di sparare sul popolo che manifesta per i suoi diritti democratici; minacce alla Colombia e al Messico; e infine, intervento in Venezuela con la cattura del presidente Maduro reo di favorire narcotraffico e narcoterrorismo. Gli aspetti infantili di Trump – ma è a capo della più potente forza militare del mondo! – lo spingono compulsivamente a gioire pubblicamente per le imprese che compie. Certe sue performance televisive ricordano quelle mirabilmente narrate da Chaplin nel film “Il grande dittatore”, in cui c’era un Hitler che palleggiava con un mappamondo, solo che nel capolavoro di Chaplin era finzione, con Trump tutto è drammaticamente reale. Se la mission di Trump, da lui autoassuntasi, continua su questa strada è la guerra. Per evitarla verrebbe di sperare in un’azione salvatrice del Padreterno o di qualche misteriosa organizzazione umana, che a volte arriva puntuale a togliere le castagne dal fuoco. Per ora gli altri sono perplessi, come se fosse accaduto qualcosa di imprevisto. Si chiedono fin dove vuole arrivare il presidente americano. Cina e Russia sono pronte a compiere per la propria sicurezza le imprese che Trump sta compiendo per l’America? Putin e Xi Jinping sono più affamati o più assennati di Trump? Chi può fare qualcosa per Taiwan se la Cina decidesse di annettersela? Chi potrebbe impedire a Putin di continuare la sua politica di reconquista del fu impero zarista e poi sovietico a danno di tanti paesi che oggi sono sovrani e fanno parte dell’Europa? E l’Europa, che sta facendo di fronte alle mattane di Trump, presidente di quello che ancora oggi è il più importante paese della coalizione Nato? Per ora gli Europei si stanno limitando a balbettare qualcosa nell’ambivalenza di difendere certi principi senza compromettere ulteriormente la situazione. Meloni ha detto che l’azione di Trump contro il Venezuela è legittima ma discutibile nelle modalità in cui è avvenuta. E così gran parte dei paesi membri dell’Europa. La verità è che l’azione di Trump contro Maduro destabilizza gli assetti internazionali. Nulla è più difendibile come prima, con la stessa certezza di prima; e in difficoltà sono quei paesi, come l’Italia, che hanno sempre sostenuto l’Ucraina nel difendersi dall’aggressione russa. Nello scenario che si va disegnando si può solo temere il peggio. L’Europa si trova in una situazione imbarazzante per un verso, difficile e preoccupante per un altro. I motori non sono ancora tutti in moto né è chiara la direzione che prenderanno nei prossimi mesi. Tutto è accaduto finora troppo in fretta né si poteva temere che la vittoria di un presidente potesse sconvolgere gli equilibri mondiali così rapidamente. La politica iperinterventista di Trump presenta aspetti controversi che mal si conciliano con gli interessi geopolitici. Per un verso Trump difende i principi democratici di libertà (Iran e Nigeria) e di lotta alla droga (Venezuela), per un altro mostra il volto del più crudo utilitarismo di Stato (petrolio e terre rare in Groenlandia).

Nessun commento:

Posta un commento