venerdì 8 maggio 2020

I giorni del Coronavirus 20



Giovedì, 2 aprile. La situazione: in Italia i casi totali sono 110.574 (+ 4.782), i positivi 80.572 (+ 2.937), i guariti 16.847 (+ 1.118), i deceduti 13.155 (+ 727). In Puglia:  positivi 1.756 (+ 106), guariti 61 (+ 22), deceduti 129 (+ 19). Da noi la curva sta salendo, stanno venendo fuori le conseguenze del rientro in massa dei meridionali che tra l’8 e il 9 marzo lasciarono il Nord per raggiungere i loro paesi nel Sud.

Tempo di coronavirus, in Italia tempo di sciatterie. Sciatteria numero uno. Un servizio di “Chi l’ha visto?” sull’ospedale di Alzano Lombardo nella bergamasca (mercoledì, 1 aprile) ha aperto una crepa nel solido muro di silenzi e omertà che ci sono stati in quell’ospedale, centro di una quantità enorme di morti da coronavirus. Nonostante fin dal 25 gennaio ci fossero ordinanze del Ministero della Sanità sui comportamenti di profilassi da osservare in caso di affetti da coronavirus, dopo un mese quell’ospedale ha avuto un caso e ha disatteso ogni protocollo sanitario, di fatto facendo infettare tantissimi altri ricoverati e i loro parenti che andavano a visitarli. Un comportamento criminale da parte dei responsabili che andrebbe perseguito con rigore. Ed ecco come si spiega il caso Bergamo, ed ecco come si spiega il caso Lombardia. Senza contare che proprio a Milano in quei giorni si giocò la partita di calcio tra l’Atalanta, squadra di Bergamo, e il Valencia, squadra spagnola, per la Champions League con migliaia di tifosi ammassati sugli spalti e sulle tribune. E’ dall’inizio dell’emergenza che le autorità ci stanno dicendo, accompagnati dai media, che il caso italiano si sarebbe verificato in altri paesi, come Francia e Germania, ma finora in quei paesi il fenomeno è rimasto contenuto, tranne in Spagna. Il caso italiano ha una sua singolarità, forse condiviso solo dalla Spagna. E questa singolarità è dovuta alla solita italica sciatteria.

Sciatteria numero due. Da ieri, 1 aprile, gli aventi diritto al coronabonus di 600 Euro, 5 milioni di cittadini, hanno intasato e fatto scoppiare il sito dell’Inps, trecento domande al secondo, con l’esposizione di dati di cittadini sconosciuti appena digitate le proprie credenziali, sicché si poteva violare la privacy dei cittadini e venire a conoscenza dei cazzi degli altri. Ma era così difficile e imprevedibile quello che sarebbe accaduto? L’Inps aveva fatto sapere nei giorni precedenti che dal 1° di aprile si sarebbero pagati i coronabonus secondo un ordine cronologico; questo ha scatenato gli utenti a chi prima fosse arrivato. Così faceva il Marchese del Grillo dell’indimenticabile Alberto Sordi quando dall’alto della sua terrazza buttava monete arroventate ai propri servi e contadini. Il presidente Pasquale Tridico ha dato la colpa agli hacker. E a chi se no?

Sciatteria numero tre. Seguendo la conferenza stampa di ieri sera su Rai Uno del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e vedendolo con quanta compostezza riferiva le decisioni adottate mi è parso di vederlo, quando non sarà più l’avvocato del popolo, leggere alla Rai il telegiornale. Alla domanda di chiarimento sulla circolare del Viminale di consentire ai genitori di portare a spasso i bambini ha detto che non c’è nessun consenso a portarli a spasso ma solo a portarli a fare la spesa. Come se la cosa fosse, poi, tanto diversa! Lo ha detto con tanto distacco e professionalità che mi è venuto di pensarlo un concorrente del corregionale Francesco Giorgino.

Sciatteria numero quattro. Nelle varie misure adottate coi Dpcm nessun riferimento specifico si fa alle librerie. Il che significa che rientrano fra le attività commerciali da tenere chiuse, mentre alle edicole, che pure vendono libri, è consentito tenere aperto. Proprio in un periodo in cui si potrebbe recuperare il piacere della lettura, non avendo altro da fare tutto il giorno in casa, le librerie sono chiuse,  mentre i giornali continuano a pubblicizzare i libri. Si pubblicizza ciò che non puoi comprare. Non è un altro controsenso?

Ho chiamato la Libreria Dante di Casarano per ordinare Spillover di David Quammen. Mi è arrivato a pomeriggio col corriere. Le librerie purtroppo sono chiuse, si ritiene che non siano esercizi di assoluta necessità. Si può essere d’accordo, ma non si capisce perchè si autorizzano a rimanere aperte le edicole, che vendono pure libri. 

Venerdì, 3 aprile. La situazione. In Italia: in isolamento domiciliare 50.456, ricoverati con sintomi 28.540, in terapia intensiva 4.053, decessi 13.915. In Puglia: in isolamento domiciliare 1.101, ricoverati con sintomi 645, in terapia intensiva 118, decessi 144 (+ 15).

Ora litigano tutti. In Lombardia i sindaci dem hanno scritto una lettera al governatore Fontana con una serie di interrogativi retorici, di fatto sono accuse. La Lombardia accusa Roma di essere stata lasciata sola. I governatori di alcune regioni minacciano non si sa bene che cosa. Primeggiano in questa rissa lombardi, campani, pugliesi, siciliani. Il Ministro per gli affari regionali Boccia si distingue più per arroganza che per provvedimenti. Già da parte di alcuni dem si parla di affossare definitivamente l’autonomia differenziata e di riportare sotto il controllo dello Stato la sanità, mentre i leghisti puntano sulle inadempienze del governo per dimostrare la bontà dell’autonomia differenziata. Insomma, nell’infuriare del coronavirus, si giocano partite politiche e amministrative. Emergono le solite questioni italiane legate alla burocrazia, che non perde mai potere. Ci sono aziende che stanno producendo mascherine ma non possono metterle sul mercato perché prive di tutti gli adempimenti burocratici. Mentre si fanno sempre più insistenti gli attacchi leghisti all’Europa, a cui chiediamo solidarietà e soprattutto soldi. Sui social infuriano le fake-news, ma queste c’erano già da prima.

Ogni tanto sono preso da ritorni di pensiero. Mi chiedo: se il virus in Italia circolava già a gennaio, tutta la campagna delle Sardine in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria (26 gennaio) è stato un diffondersi fra migliaia e migliaia di persone ammassate nelle piazze, appunto, come sardine. Come mai nessuno ne parla? Continuiamo ad essere disattenti e a non dare la giusta attenzione a fatti accaduti e che sono assai gravi nell’economia di questo stramaledetto virus. È vero che in piena emergenza non è opportuno parlare di colpe, ma come si fa a non considerare la sciatteria di certi comportamenti? Se l’Italia è diventato il paese più infetto del mondo col maggior numero di morti, una ragione c’è. E bisogna trovarla e dirla!

Gli amici, coi quali mi tengo in contatto telefonicamente, giusto per non perdere l’abitudine alla socialità, dicono tutti la stessa cosa: e chi se l’immaginava una cosa simile? Già, nessuno poteva immaginarsela, pensavamo di essere inattaccabili e invincibili. Mi ricordo certe profezie dei vecchi di un tempo, quando si chiamavano vecchi e non anziani. A stu munnu no ppòi mai tire te cquai no passu (in questo mondo non puoi mai dire di qui non passo), dove il “di qui” può indicare qualsiasi cosa, in senso generale, universale, anche uno sconvolgimento come un’epidemia in periodo di pace e di benessere. Un altro modo di dire dei vecchi era Fenca stai a llu munnu, ci sape quante n’hai bbitìre! (finche sei vivo, chissà quante ne dovrai vedere!). Credo che questa epidemia ci abbia fatti diventare tutti vecchi, a prescindere dall’età che abbiamo.

La cosa che più mi deprime di questa clausura è che non so nulla di quel che accade in paese. Non che prima sapessi cose importanti e vere, ma almeno avevo fave da nettare. Ora, invece, mi limito a sbirciare dalla macchina gli annunci dei morti. Scopro così almeno chi muore, non potendo sapere chi nasce, chi si sposa, chi parte e chi arriva. Credo proprio che, se si eccettuano le tecnologie (il telefono, il televisore, il computer), questa condizione è molto vicina a quella dei nostri antenati, per certi aspetti anche peggio. Vivere in una comunità vuol dire anche sapere quel che accade, conoscere le persone, conversare con esse. Il silenzio ha un senso nel vociare e nel rumore; ma quando non c’è né l’una cosa né l’altra, il silenzio è mortorio. 

martedì 5 maggio 2020

I giorni del Coronavirus 19



Martedì, 31 marzo. La situazione: in Italia, casi totali 101.739 (+ 4.050), i positivi 75.528 (+ 1.648), i guariti 14.620 (+ 1.590), deceduti 11.591 (+ 812). In Puglia: positivi 1.585 (+ 153); [ma sul “Corriere del Mezzogiorno” leggo che i casi in Puglia sono 1.712, con il record di ieri: 163 nuovi positivi]; guariti 36 (+ 5), deceduti 91 (+ 5). Situazione complessivamente migliorata. Le autorità tuttavia insistono a non abbassare la guardia, provvedimenti restrittivi prorogati fino a Pasqua. Si dice che la Puglia potrebbe considerare superata la crisi il 9 di aprile. Mah, speriamo!

Questo dover stare a casa non ci ha fatto avvertire neppure la sfasatura dell’ora legale, entrata in vigore domenica 29 marzo. Le ore passano tutte uguali, non ci sono più cose da fare, incontri con gli amici, adempimenti vari. Prova che il tempo non esiste e che è tutta un’invenzione umana per organizzare la vita e le sue attività. Sembra una clessidra che si capovolge ogni volta da sé e che non ti dà il senso della finitezza.

Renzi, che ride e sghignazza come solo un fesso fiorentino riesce spontaneamente a fare, vorrebbe che si riaprissero le porte di casa per fare uscire un po’ di gente. Lui incomincerebbe dai giovani, soprattutto dai bambini. “Come – dice – è consentito uscire per portare a spasso i cani e non i bambini?”. Poi i giovani. Impedirebbe di uscire agli anziani con più di settant’anni. Forse i suoi genitori sono ancora al di sotto e perciò ha posto quel limite. Non sai mai se questo esemplare di guitto parli sul serio o per prendere per il culo qualcuno. Fino a ieri gli anziani erano quelli che – meno male per loro! – accompagnavano i nipotini a scuola, facevano la spesa per la famiglia, ed ora chiusi in casa? E dove li trova il Paese tanti volontari a fare gli inservienti per i tantissimi anziani che ci sono in Italia e grazie a Dio in salute? Sarà interessante quello che dice sulla ripresa, ma certe uscite estemporanee giustificano la sua attuale dimensione politica al 3 %.

Ma a Taurisano qualcuno è più fesso dell’ex sindaco di Firenze, è il sindaco di Taurisano, che ha esposto le bandiere a mezz’asta per ricordare le vittime del coronavirus con in mezzo la Quaremma, già in esibizione da quando si è entrati in Quaresima. Una sconcezza inaudita, che, a mio avviso, dovrebbe essere perseguita per oltraggio alle istituzioni.

Marco Tarchi tiene compagnia agli amici e abbonati al suo “Diorama”. Sorprendente davvero quanto dice in questa mail, almeno per me, che pensavo di essere il solo in Italia a fare un giornale da cima a fondo tutto da me, compresa la spedizione. Ecco Tarchi, che è ordinario di Scienza Politica all’Università di Firenze: “Ho avuto poco fa conferma che la tipografia continua il lavoro, sia pure a metà tempo. Quando sarà completo [Diorama], lo stamperemo. Dopodiché, confezionarlo e spedirlo - da solo, date le norme vigenti - sarà impresa ardua, dato anche che abito ad un terzo piano di un edificio senza ascensore. Chissà, forse un po' alla volta... Sperando che poi mi facciano andare al centro spedizioni, che è in un comune limitrofo... Tutto un azzardo. Vedremo. Coraggio!”. Vivo la stessa condizione; sono rincuorato dall’avere un simile “compagno al duol”.

Mercoledì, 1 aprile. La situazione: in Italia i casi totali sono 105.792 (+ 4.053), i positivi 77.635 (+ 2.107), i guariti 15.729 (+ 1.109), i deceduti 12.428 (+ 837). In Puglia: i positivi 1.654 (+ 69), i guariti 39 (+ 3), i deceduti 110 (+ 19).

Gli esperti dicono che siamo al picco e che ora dovrebbe scendere, ma intanto si teme per il Sud. Noi qui non abbiamo le strutture sanitarie della Lombardia, del Veneto, del Piemonte e dell’Emilia Romagna. Noi qui siamo ai piedi di Cristo. Basta considerare che in Lombardia il numero dei guariti è stato sempre maggiore del numero dei deceduti, mentre in Puglia il numero dei guariti è di gran lunga al di sotto di quello dei deceduti. Se dovesse imperversare il virus saranno cazzi amari. Basterà lo starcene rintanati in casa?

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, spiega: “Dire che siamo arrivati al plateau vuol dire che siamo arrivati al picco, ma il picco non è una punta, è un pianoro da cui ora dobbiamo scendere”. Quindi dobbiamo continuare col distanziamento sociale e a non uscire di casa.

Una circolare del Ministero dell’Interno concede di portare fuori i bambini per una passeggiata vicino casa. Si sono ribellati i governatori di Lombardia, Campania e Sicilia, i quali ritengono pericoloso aprire così senza che ci siano sicurezze e hanno ribadito i loro provvedimenti regionali. La decisione del Viminale è stata molto criticata.

Per “fortuna” il clima non è tentatore. Oggi è un’altra giornata piovosa e fredda. Meglio starsene quieti quieti in casa, preferibilmente al calduccio. Piogge di critiche a chi dice che bisogna incominciare ad uscire. L’obiettivo è Matteo Renzi. Ieri sera Pierluigi Bersani, a “Carta Bianca”, senza nominarlo, gli ha dato dell’imbecille. Bersani era provatissimo. A Piacenza non c’è persona che non abbia già avuto un parente, un amico, un conoscente morto.  

Ho fatto un sogno. In genere non ricordo mai quello che sogno, salvo che non mi svegli all’improvviso, come mi è capitato stanotte, spaventato dallo spettacolo cui “stavo assistendo”. Ho sognato che in una piazza immensa – ma io dov’ero? – di non so quale città fossero ammassate centomila Sardine. Urlavano tutte contro Salvini, che, dall’alto di un balcone ducesco, cercava di fare il suo comizio. Le Sardine non lo lasciavano parlare. Appena accennava ad aprire bocca gli urlavano contro improperi irripetibili. Allora lui, come un Giove di certi film di dei ed eroi, ha incomiciato a scagliare saette contro la piazza e le Sardine sparivano con piccole fiammate fino a quando la piazza non è tornata vuota. E lui ha lanciato la sua maledizione: che siate stramaledette, non tornerete più! Allora la piazza è diventata un rogo immenso. Fine. Mi sono svegliato. Già, mi sono detto, ma le Sardine che fine hanno fatto? Stanno pagando la legge del contrappasso. In questi giorni ho molto pensato al DanteDì e agli scenari infernali, ed ecco il sogno delle Sardine.

Sandro Veronesi ha scritto un poemetto per il coronavirus, lo ha intitolato “Qui”, riassume tutto il dramma di questo improvviso, impensabile caos che ha fatto saltare abitudini, costumi, valori e rischia di determinare cambiamenti non più discutibili. Più che sorprendere per quanto sta accadendo, infatti, sorprende più di tutto che niente è più certo, come si credeva prima dell’epidemia. Avendo fatto una ricerca sulla Spagnola del 1918-19, dicevo agli amici che la stessa cosa si sarebbe potuta verificare ancora; e quelli con una sicumera incredibile a dire: ma oggi una cosa del genere non si può verificare con tutte le tecnologie, la medicina, l’intelliggenza artificiale ecc. ecc.. Invece è accaduto, tale e quale. Il poemetto di Veronesi riprende realtà che tutti abbiamo sotto gli occhi, che gli studiosi hanno già visto più di un secolo fa e che potrebbe accadere ancora fra un secolo o due o chissà quando, ma purtroppo accadrà. “C’è questo posto maledetto del mondo / nel quale i nostri vecchi muoiono, / e noi non sappiamo nemmeno dove mettere i loro corpi, / dove ammassarli, dove bruciarli, dove seppellirli, /  e questo posto è qui” è uno dei passaggi del poemetto, quello che forse più di altri mi ha fatto vedere un film già visto, quello appunto di un secolo fa, con la sola aggravante che allora più di un malato, messo dentro un lenzuolo o in una bara, veniva portato al cimitero ancora vivo e lo trovavano il giorno dopo attaccato alle sbarre del cancello come per aprirlo e uscire. Forse al “qui” Veronesi avrebbe potuto aggiungere “ora!”

sabato 2 maggio 2020

I giorni del Coronavirus 18



Domenica, 29 marzo. La situazione: in Italia: casi totali 92.472 (+ 5.974), positivi 70.065 (+  3.651), guariti 12.384 (+ 1.434), deceduti 10.023 (+ 889). In Puglia: positivi 1.358 (+ 122), guariti 29 (=), deceduti 71 (+ 2). Evidenti segni di miglioramento in campo nazionale, sostanzialmente stabile in Puglia. Restano drammatiche le condizioni di Bergamo e Brescia.

La giornata oggi è splendida, luminosa, mite, da vera primavera, dopo una settimana invernale. Il cielo comunque non è proprio pulito, nuvolaglie s’addensano qua e là e nascondono il sole. Per le strade non c’è anima viva e i morti sono chiusi nel cimitero inaccessibile. Perfino l’Eurospin oggi è chiuso.
Occorre dire che dopo i primi giorni di allarme, in cui la gente continuava a fare le solite cose, i bar erano aperti e tutto sembrava se non proprio uno scherzo qualcosa di innocuo, dopo, col decreto del 4 marzo, la gente si sta comportando bene. È paziente e disciplinata. La si vede in mascherina nei pressi dei negozi e degli uffici attendere il proprio turno.

Mia figlia Simonetta mi abbona al “Corriere” on-line. Mi striglia perché esco troppo da casa, ma non è così. Mi faccio il mio solito giro in macchina e torno a casa, da dove non esco più, se non la mattina dopo. Corso Vanini, per la farmacia, quasi ogni giorno ho da prendere farmaci soprattutto per mia sorella; via Roma per raggiungere Corso Umberto, dove c’è l’edicola, prendo il giornale e dove apprendo qualcosa di quel che accade nel paese. Quasi sempre non accade niente, salvo qualche caso di infezione, purtroppo; poi dal forno per il pane, dal fruttivendolo per la frutta e la verdura e occasionalmente un po’ di altra spesa. Questa è la mia routine. Esco troppo? Ma non ho chi mi faccia tutte queste cose! E queste sono cose di quotidiana ineludibile necessità. Approfitto anche per sbirciare i manifesti sui muri. Ne leggo uno che annuncia la morte di Dante Orlando, il figlio del poeta dialettale Mastro Scarpa. Non ho rapporti con persone se non a distanza e con mascherina, da una parte e dall’altra.

Il Corriere on-line è senz’altro utile, ha però una diversa modalità di lettura, ti ci devi abituare. A me il giornale serve per necessità aggiunte: riprendere spunti per la mia scrittura, servirmene anche i giorni successivi, conservare i ritagli importanti. Se fosse per le notizie e basta sarebbero sufficienti i notiziari Rai. Poi ho la sensazione che il giornale on-line, più che leggerlo, lo si guarda; ed ecco spiegata la perdita di attenzione, dicono gli esperti, del 30-40 %. Ma forse è solo questione di abitudine. Ne saprò qualcosa di più, più in là.

Molti si chiedono come saremo dopo questa terribile emergenza. Paolo Giordano, l’autore de “La solitudine dei numeri primi”, scrive nel suo libretto “Nel contagio”: “Ho paura dell’azzeramento, ma anche del suo contrario: che la paura passi invano, senza lasciarsi dietro un cambiamento”. 
Non credo che cambierà niente e la paura diventerà un ricordo sempre più sbiadito con gli anni, salvo che non giungano altre crisi del genere, come Giordano dice: “quanto sta accadendo con la Covid-19 accadrà sempre più spesso”. Speriamo di no.
Per me l’epidemia passerà, punto e basta. Noi uomini siamo il fegato della Terra, ci rompiamo con le guerre, ci ammaliamo con le epidemie, ci rodiamo coi nostri problemi di convivenza, ma poi dopo ricresciamo, ci ricomponiamo come prima. Diecimila anni di storia lo confermano. Siamo prometeici, ogni tanto un avvoltoio viene e ci aggredisce, ma il giorno dopo siamo quelli di prima. Non voglio credere ad apocalissi. Quando il coronavirus sarà passato è importante riprendere ad essere gli uomini di sempre, salutarci, abbracciarci, andare insieme al bar, a pranzo, a cena e a cenoni, fare sfilate, convegni, eventi culturali, scrivere libri e presentarli, andare allo stadio e tifare, andare al mare, in montagna, in campagna, a fare gite ed escursioni all’aperto e nei musei. Noi uomini o siamo questo o non siamo niente.
Certo che qualche cambiamento ci dovrebbe essere, soprattutto nel nostro relazionarci con l’ambiente. Non è più possibile continuare a saccheggiare la natura come se fosse un bene infinito privo di meccanismi di difesa. La natura non è un bene infinito e ha le sue difese, non sono immunitarie ma punitarie quando si va oltre un livello di sopportazione. Questo livello lo abbiamo superato da un po’ di tempo. Rendiamocene conto. Ecco, potrebbe esere questo il cambiamento.

Leggo che in Puglia sono diminuite del 40% le chiamate di aiuto ai Centri antiviolenza (Cav) di donne in pericolo di essere picchiate o peggio dai loro mariti, fidanzati, amanti. Lo credo bene, in questo caso il virus è uno scudo. Chi vuoi che si avvicini ad una donna per picchiarla sapendo di rischiare il contagio? Non è cresciuta la bontà; è che anche la cattiveria ha paura. 

mercoledì 29 aprile 2020

I giorni del Coronavirus 17



Sabato, 28 marzo. La situazione: in Italia sono 86.498 i casi totali (+ 5.959), 66.414 i positivi (+  4.401), 10.950 i guariti (+ 589), 9.134 i deceduti (+ 969). In Puglia: 1.236 i positivi (+ 141), 29 i guariti (+ 7), 69 i deceduti (+ 4). A Taurisano ci sono stati altri 2 casi e sono 3: mamma e figlia.

Altra giornata uggiosa, con pioggerellina costante. I meteorologi dicevano che il clima distopico sarebbe durato tutta la settimana; così è stato, speriamo che cambi da domani.

Era inevitabile che in momenti come questo tornasse dal sottotraccia in cui era il rivolgersi a Dio, a Cristo e ai Santi. Lo ha fatto l’arcivescovo di Milano, rivolgendosi alla Madonnina; lo ha fatto il Papa, che ieri in una Piazza San Pietro deserta e martellata dalla pioggia, ha elevato una preghiera al Signore perché ci scampi dal male che ci minaccia in questi giorni, esponendo il Crocefisso miracoloso, scampato all’incendio della chiesa in cui era, che i romani portarono in giro nel 1519 contro la peste che infuriava. Lo hanno fatto in tanti, parroci e sacerdoti, in questi ultimissimi tempi.
Lo ha fatto, anche se in maniera ironica, lo scrittore salentino Raffaele Gorgoni, che, sul “Corriere del Mezzogiorno” ha raccontato del rapporto di Sant’Oronzo coi leccesi. Nel 1656 Sant’Oronzo, che per questo fu preferito a Sant’Irene come protettore di Lecce, fermò la peste. Insomma, proprio una preghiera non è quella di Gorgoni, ma una mezza richiesta di intervento. Ti ricordi di quella volta che ci salvasti dalla peste? Ci potresti fare un altro piccolo favore? “Passerò a trovare Snt’Oronzo per saggiarne l’umore” ha concluso.
Noi italiani siamo molto diversi tra di noi, settentrionali, meridionali, isolani, di confine, di montagna e di mare, tirrenici, jonici, adriatici, ma siamo tutti simili nel nostro rapporto col sacro. Quando siamo in difficoltà ci rivolgiamo ai nostri Santi. Può essere che non sortisca nulla di buono, ma è certo che non sortisce nulla di cattivo e…tentar non nuoce. La riscoperta del sacro non è mai male.   

Si sta verificando uno strano fenomeno. Ci sono alcuni che stanno assumendo nei confronti dello Stato, della Società, della Nazione, un atteggiamento di sfida e di disprezzo delle leggi comunemente osservate. C’è chi sull’autocertificazione per spostarsi da un luogo ad un altro della città scrive che lo sta facendo per andare a comprare la droga, indicando perfino il luogo dello spaccio. Qualcun altro ha scritto di trovarsi in un certo luogo perché fa il posteggiatore abusivo. Sono affermazioni di una gravità estrema, manifestazioni di tracotanza. Che messaggio contengono? Forse questi soggetti pensano di essere finalmente liberi di dire quello che fanno senza la preoccupazione di una pena? Tanto tu, Stato, non conti più un cazzo! E tu, gente perbene della minchia, sei talmente tramortita dalla paura che neppure sei più in grado di indignarti. E’ gente che non si riconosce nella comunità e nelle sue leggi morali prima ancora che giuridiche. Balordi che godono delle disgrazie del Paese, nel quale si riconoscono relitti, nei confronti del quale, sentendosi da sempre respinti, si prendono la loro brava rivincita irridendo alle sue leggi e ai suoi valori. E lo dicono, lo mettono per iscritto, in dispregio di quella pietà umana e solidarietà che dovrebbero avere e sentire nei confronti di chi sarebbe disposto a morire perfino per loro. Purtroppo il coronavirus è anche questo in Italia.

Ormai Conte si è incattedrato al governo del Paese da padreterno, fa quel che vuole. Stasera ha annunciato l’ennesimo Dpcm e tenuto una conferenza stampa su RaiUno per propagandare i 4 miliardi di Euro per i comuni con tanto di sviolinata per chi non ha soldi per mangiare. Mai visto una cosa simile! Ecco come perfino nelle emergenze e congiunture c’è sempre chi ne approfitta. Non ci sarebbe da meravigliarsi se già da domani i municipi fossero presi d’assalto da mortidifame con sacchi e sporte da riempire. Intanto lui la parte del ducetto l’ha fatta.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

domenica 26 aprile 2020

I giorni del Coronavirus 16



Venerdì, 27 marzo. La situazione: 80.539 casi totali (+ 11.363), 62.013 positivi (+ 7.983), 10.361 guariti (+ 999), 8.165 deceduti (+ 662). Puglia: 1.095 casi positivi (+ 72), 22 guariti (=), 65 deceduti (+ 17). S’impenna la curva dei casi totali e dei positivi. Aumenta in Puglia il numero dei positivi, stagna quello delle guarigioni, aumenta quello dei decessi.

Più giorni passano e più mi convinco che il governo non ha saputo prendere i giusti provvedimenti al momento giusto e ha assunto un comportamento schizofrenico nei confronti della popolazione, mentre il sistema fa acqua da tutte le parti. Molti medici sono morti, finora 44, perché mandati allo sbaraglio senza difese e con poche attrezzature. Manca tutto. Si è andati avanti con decreti prima annunciati e poi fatti, con insistenze sulle stesse materie, vedi modello di autocertificazione, arrivato alla quinta modifica in pochi giorni. Sono state messe tante di quelle condizioni ostative che il cittadino non può mettere il naso fuori di casa. Non è riuscito il governo a fare la cosa più semplice di questo mondo agli inizi, e cioè chiudere la zona rossa, come i cinesi avevano fatto con la loro. Invece hanno lasciato che decine e decine di migliaia di meridionali lasciassero il Nord per tornarsene al Sud, portando il virus e contagiando i famigliari. Qui, purtroppo, non siamo né in Lombardia né nel Veneto o nell’Emilia Romagna, dove il numero dei guariti supera quello dei morti; se in Puglia, Campania e Calabria dovesse impennarsi la curva dei contagiati sarà un’ecatombe. Mentre cresce il numero dei positivi e dei ricoverati, in Puglia non cresce il numero dei guariti e cresce invece quello dei morti. Stiamo andando incontro alla catastrofe. 

La clausura intanto è sempre più pesante da sopportare. Non ci resta che leggere e scrivere, vista e testa permettendo. L’aforista americano Mason Cooley osservava che “la lettura ci offre luoghi dove andare, quando siamo costretti a restare dove stiamo”, un po’ quello che diceva qualche giorno fa Dacia Maraini: leggere è come uscire dalla finestra, non potendo uscire dalla porta. E questo è vero. La ragione di questo diario non è solo di passare del tempo a scivere dopo aver letto, ma anche di dare ad altri la possibilità di leggere, in aggiunta a quello che hanno di loro. Ci bbusca e ddà – dice – un proverbio dialettale salentino – a mparatisu và. In tempi di epidemia da virus noi alimentiamo l’epidemia della parola e della conoscenza.

Leggo dall’editoriale di “7 Corriere della Sera” di Barbara Stefanelli che “In Giappone, da secoli, esiste una tecnica chiamata Kintsugi. Consiste nel riparare gli oggetti in ceramica che sono finiti in cocci dopo una caduta, un urto, un colpo imparabile. È un’arte, delicata ed estrema, che mette insieme i frammenti con un collante forte e una polvere d’oro. Niente sarà più come prima, il vaso in frantumi non sembrerà come nuovo. Al contrario: le nervature mostreranno il trauma, saranno la mappa rivelatrice di una storia unica e irripetibile. Ogni pezzo rammendato esce dalla produzione in serie e diventa soltanto sé stesso, impreziosito dal metallo e dalla cura”.
Perché la citazione? Non tanto per quello che ha voluto dire l’autrice e cioè che noi dopo il coronavirus non saremo più quelli che eravamo prima, perché rotti e racconciati come vasi in pezzi, ma perché mi porta ad alcuni anni fa, mi ricorda mia madre che i vasi rotti li riparava lei mettendo insieme i cocci, cucendoli e stuccandoli con la calce. La vedo ancora fare i punti col pizzo delle forbici, infilare i punti di ferro filato (e ponte) nei fori e stringere battendoli all’interno leggermente con un martello. Erano anni in cui ancora vigeva la civiltà del bisogno, quando non si buttava niente e tutto veniva riparato o riciclato. Allora riparare i recipienti di terracotta era un mestiere, si chiamava del conzalìmmere (aggiusta limbi), che quasi sempre era svolto dagli zingari del paese, che avevano un curioso rudimentale trapano come una trottola. I limbi erano vaschette di terracotta smaltata che servivano per il bucato o per lavarsi.
Quanto agli effetti metamorfizzanti di questa terribile epidemia, non sono d’accordo che produrranno trasformazioni di sostanza. Cambieranno un po’ di abitudini e per un po’ di tempo, per lasciare tutto a come prima e a come è sempre stato da Adamo ed Eva ai giorni nostri.

I russi hanno preso cappello per un articolo apparso su “La Stampa” a firma di Jacopo Jacoboni, in cui si intravedeva nell’invio di militari in Italia per aiutare gli italiani nella lotta contro il coronavirus un interesse politico. Gli ha risposto ieri, 26 marzo, l’Ambasciatore russo in Italia Sergey Razov con una lettera al direttore Maurizio Molinari. Dopo aver respinto tutte le malignità dell’articolista, l’Ambasciatore conclude: “offriamo ai lettori l’opportunità di giudicare da soli chi e come viene in aiuto al popolo italiano nei momenti difficili. In Russia c’è un detto: «Gli amici si vedono nel bisogno»”. A parte il fatto che questo detto è universale, citato nella circostanza assume una certa ambiguità che, per certi versi, accredita in parte le malignità di Jacoboni. Il quale ha subito risposto nell’edizione digital de “La Stampa” di oggi, ma con argomentazioni banali, molto banali. Il problema, l’ennesimo creato da quell’incompetente di Conte, resta. I russi se proprio volevano aiutarci avrebbero dovuto avere rispetto della dignità del popolo italiano, evitando un’operazione che di certo limpida non è.

Leggo che l’amuchina, la tanto famosa o famigerata amuchina, simbolo di questa epidemia, fu un composto trovato nel 1922 da un ingegnere elettronico di Altamura, Oronzio De Nora. Fu lui che la chiamò Amuchina e ne depositò il brevetto in Germania; poi lo cedette. Si tratta di un composto di ipoclorito di sodio diluito in acqua, che si rivelò per un potente antibatterico.

giovedì 23 aprile 2020

I giorni del Coronavirus 15



Giovedì, 26 marzo. La situazione: casi totali 74.386 (+ 5.210), positivi 57.521 (+ 3.491), guariti 9.362 (+ 1.036), deceduti 7.503 (+ 683). Puglia: casi 1023 (+ 83), guariti 22 (+ 1), deceduti 48 (+ 4). La situazione è sostanzialmente stabile.

Questo 2020, oltre che palindromo e bisestile, è pure distopico; in breve disgraziato e maledetto. Il caldo che avrebbe dovuto fare ora che è primavera l’ha fatto a febbraio, il freddo che avrebbe dovuto fare a febbraio lo sta facendo ora. Stamattina piove ed è piovuto per l’intera notte, una pioggerellina insistente, magari farà bene all’agricoltura, ma si aggiunge al freddo per la neve caduta nell’alta Puglia e invernizza ancor più la primavera.

Al dibattito che s’è tenuto ieri alla Camera dei Deputati, si è continuato a parlare del coronavirus come di una guerra, da parte di tutti gli intervenuti. Non si capisce perché i politici usino un termine impropriamente. La guerra è tale quando c’è un nemico di fronte. Nella circostanza il nemico non può essere il coronavirus. Sarebbe come ritenere nemico in guerra il cannone anziché chi lo manovra. L’epidemia, che è scoppiata, ormai lo hanno acclarato e dimostrato scientificamente gli esperti, è di derivazione naturale, dunque causata da impropri comportamenti umani. Il nemico dell’uomo nelle epidemie è sempre l’uomo, ieri come oggi, come sempre. Che poi l’uso che abbia fatto l’uomo della natura sia stato del tutto involontario e negligente è un altro discorso. Ma noi sappiamo che non è così. Ormai è dimostrato che l’uomo sta facendo della natura uso e abuso.

Leggo sul “Corriere del Mezzogiorno” in un intervento di Pasquale Pellegrini che “Il coronavirus dice qualcosa che la politica fa ancora fatica a comprendere. Il virus non è un comportamento impazzito della natura, ma il portato di un perseverante atteggiamento di aggressione da parte dell’uomo. Il salto di specie non è un caso, ma, come i biologi insegnano, una strategia di adattamento e di sopravvivenza. La distruzione degli habitat, il sovraffollamento di molte città, un’eccessiva promiscuità con gli animali: molte potrebbero essere le cause che hanno permesso quel salto. Al fondo c’è il rapporto disinvolto, a volte anche spregiudicato, dell’uomo con la natura”.
Anche a non voler dare tutta la ragione agli ambientalisti, a volte fondamentalisti fanatici, come si fa a non ammettere che comunque le trasformazioni che noi infliggiamo alla natura non abbiano conseguenze? Lo si nota anche se noi spiantiamo un albero, che prima riparava dal vento, dal sole e dalla pioggia, solo perché ci davano fastidio le radici o perché sporcava con le sue foglie o perché ci serviva un po’ di legna. E si tratta di un solo albero! Figurarsi di un bosco o di una foresta! Come si fa a non capire che bruciando plastiche e gomme si libera diossina, si ammorba l’aria, che va a finire nei polmoni? Si può vivere in cento o in mille in uno spazio circoscritto sufficiente per dieci? Basterebbe dare risposte a domande così semplici e banali per capire quanto sia importante l’ambiente e il modo in cui ad esso ci relazioniamo.

La Polizia ha fermato un mio amico mentre si recava in campagna a vigilare sui suoi contadini per i lavori stagionali che stavano eseguendo. Non gli ha consentito di proseguire e bene gli è andata se non gli ha fatto la multa. Ma le attività agricole non erano escluse dalle restrizioni del decreto Conte? Sì, gli hanno detto i poliziotti, ma per i lavoratori non per i proprietari dei fondi. Non c’è stato verso. Ora, le leggi sono ottuse per definizione; ma gli uomini per definizione sono intelligenti. I poliziotti dove li mettiamo? Probabilmente gli ordini che hanno ricevuto sono così tassativi che non consente loro di valutare caso per caso.

Dopo i cinesi e i cubani sono arrivati i russi. Tutti portano personale e attrezzature mediche. Ci aiutano in questo terribile momento della nostra esistenza di popolo e di nazione. Ma mi chiedo – chiedersi non è mai abbastanza – sono proprio necessari questi “aiutanti”; non avrebbero fatto meglio a mandare solo le attrezzature? I russi specialmente, tutti militari e di alto rango! Non è, come si dice, che abbiano fatto un viaggio e due servizi?

Su “La Stampa” di Torino Jacopo Jacoboni ha pubblicato mercoledì, 25 marzo, un articolo sul fatto dei russi, adombrando nella presenza di tanti militari un secondo fine, quello non solo di creare qualche dissapore politico dell’Italia coi partner della Nato ma anche di studiare il territorio italiano dal punto di vista strategico-militare. Siamo nella spy story.